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Teatro e scena contemporanea

Teatro e scena contemporanea

Teatro e scena contemporanea

Il termine contemporaneo dovrebbe indicare, così come avviene per l’arte, che il periodo di interesse e di studio in oggetto non ha esaurito le sue spinte propulsive ma che, invece, sono ben vive nel presente e alla ricerca di nuovi e sempre più moderni mezzi espressivi. La sempre maggior velocità e mole di scambi di idee, informazioni e cultura intorno al globo avviene anche nel mondo dell’arte. Molte delle barriere e distinzioni sono cadute contribuendo ad una vivacità e multidisciplinarietà tipica dell’arte contemporanea che ne ha fatto spesso ragione. Nel

tutto questo potrebbe essere esaltato e sublimato visto che essendo irripetibile in ogni sua rappresentazione può, meglio di ogni altra forma artistica adeguarsi alla velocità e alla multidisciplinarietà. Ogni sera lo spettacolo in teatro rivive nuovo e nessuna altra forma d’arte ha questa caratteristica del potersi reinventare ad ogni sua rappresentazione. Invece viene lasciato morire. Come forma d’arte stantia essendo invece l’unica vera forma d’arte che può stare al passo coi nostri tempi veloci.

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London calling


ImageLondra
e’ una città bellissima, in movimento. Non importa chi tu sia o cosa faccia lei è li’ e ti accoglie. Tante cose da vedere poche forse davvero di spessore dal punto di vista architettonico o storico rispetto a una città come Roma ma comunque moderna, una città del nostro tempo. Moderna che vuole esserlo a tutti i costi e te lo raccontano i cantieri aperti sparsi per tutti i quartieri, l’attenzione maniacale al wi-fi, alle nuove tecnologie, all’ecologia. A un modo diverso insomma di vedere le cose. L’utilizzo dello spazio urbano intelligente con una viabilità invidiabile pur se servita da strade davvero minuscole, la bici come modello di trasporto pubblico da seguire. E poi la cultura come valvola di sfogo e impiego, intrattenimento e impegno sociale costruita con fitte reti di centri culturali cittadini sostenuti da fondi pubblici ma anche privati che convivono fianco a fianco pur se con percorsi espressivi e scelte diversissime come THE POOR SCHOOL http://www.thepoorschool.com/ e THE INVISIBLE DOT http://www.theinvisibledot.com/ che distano l’uno dall’altro neanche 100 metri. E poi il Sandler’s Wells Theatre http://www.sadlerswells.com/ una struttura teatrale su 4 piani con una sala da 1500 posti che ho amato dal primo giorno. Eppure manca qualcosa; forse quella tragica sensazione di passato e di fissità che è degna ricchezza e croce della nostra capitale meno grande e meno popolosa ma eterna. La storia condanna Roma ad essere schiacciata, lenta, immobile non capace di stare “al passo con i tempi” anche dal punto di vista culturale, creativo, artistico. Forse sarebbe anche addirittura meglio smetterla con l’illusione di una metro estesa ed efficiente come il “tube” londinese; meglio passeggiare e gustarsi le migliaia di rarità monumentali sparse in tutta la città. Smetterla di immaginare una città davvero cosmopolita dove non c’è più il “ghetto”, dove le strade sono ordinate e pulite e tutti rispettano le regole. Smetterla di immaginare una città cantiere culturale e creativo. Smetterla.

Tornato da Londra quello che ti resta davvero dentro e’ la sensazione che noi, noi italiani qui a Roma in particolare, siamo sospesi; ne protesi verso il futuro, l’avanti ma neanche culturalmente avvinghiati ad un passato che ci piace, conosciamo e tuteliamo. Londra ha scelto. E noi?


Video

Libertad – video promo

Movimento Forza 9 per il teatro

presenta

LIBERTAD

regia di Elisa Farina

con Alessio Colella e Francesco Celentano

musiche di Enrico Crocco

costumi di Cinzia Pintasini

organizzazione di Margherita Farina e Monja Colella

Lo spettacolo LIBERTAD si articola come una fusione fra musica,recitazione e danza e si presenta come un omaggio alla città di Capua attraverso il racconto di alcuni dei suoi più celebri personaggi storici Ettore Fieramosca, Pier Delle Vigne, Ferdinando Palasciano, Giuseppe Martucci e in ultimo Silvio Fiorillo. Ricordo e dimenticanza, l’ esplorazione dei grandi uomini e la forza delle proprie radici strappate via questo il pretesto da cui muovere per fare di LIBERTAD una disincantata analisi dell’attuale situazione italiana fra crisi del sistema e globalizzazione fra morte del teatro e sua imprescindibile rinascita.

Il cast formato da 10 ballerini ed un attore sono l’impianto sui cui la struttura dello spettacolo regge scelta non casuale visto la centralità della musica in esso che non si riduce a mero accompagnamento o sottofondo ma diviene valore aggiunto trattandosi d’altronde di composizioni autoriali create “ad hoc” per lo spettacolo.