il blog

Maria Elisa Muglia

La bella la noia e il padreterno

la bella

Genere Poesia

……………

Con la stessa libertà, Elisa si muove nel Novecento “storico”, ora accennando alla scrittura automatica dei padri surrealisti, ora strizzando l’occhio al futurismo o alle provocazioni e divertissement dada, ora ai profeti della beat generation.

Con la stessa libertà, i suoi versi restituiscono anche sapori di antico, di corpi, di domestico quotidiano, di sangue e di passione, di “cassetti cosparsi di lavanda essiccata”, di quell’anacronismo visionario tanto caro a Ghiannis Ritsos.

Il leone (leonessa) si concede anche la libertà di giocare indolente, nella sua attesa sotto il sole, con calembour e filastrocche. Fingendo distacco e innocenza.

Eppure c’è sempre qualcosa di più grande che incombe, come un tappeto sonoro, un canone, ora quasi subliminale, ora più evidente all’udito: quel sentirsi piccoli e sgomenti sotto il cielo stellato, l’infinita grandezza (e mistero) del cosmo, quello di fuori e soprattutto quello di dentro, e ciò che suscita: un perdimento malinconico, che però non vacilla, saldo di quella dignità che vuole e rivendica le proprie rughe.

La libertà non è una dichiarazione né un proclama. Non si dimostra more geometrico né si racconta. Si vive e basta. E’ una condizione dell’anima……….

(Estratto dalla prefazione di Enrico Stassi)

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