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La signora Emma Dante e le sue allucinazioni

cultura2019.1Non avremmo dovuto neppure parlarne in questo blog per non dare visibilità gratuita a chi, dal nostro punto di vista, ne ha già fin troppa e del tutto immeritatamente.

Ma purtroppo certe esternazioni, diciamo così, della signora Emma Dante ci costringono a dover ricordare per forza la sua esistenza.

Commentando alcune critiche sul suo film “Via Castellana Bandiera” si possono leggere gioviali e simpatiche prese di posizione della signora di cui sopra del genere:

“A Palermo sono una disadattata, come peraltro tutti gli artisti della città, in un territorio in cui nessuno fa tesoro dei nostri disagi e delle nostre provocazioni. Non sono stata sicuramente agevolata nella mia carriera artistica dalla classe politica. Aprirò la stagione del teatro Massimo e non so se sarò all’altezza del compito, ma sicuramente Palermo dovrà anche essere all’altezza di avermi”….”Mi sento un’ebrea nella Germania nazista degli anni 40”….

Analizziamo la dichiarazione: che la signora si senta una disadattata a Palermo e che accomuni a questo suo sentire tutti gli artisti della città diciamo che è quanto meno azzardato. Nulla vieta il suo sentire, ma le saremo grati se lo riservasse a se stessa. Palermo sta faticosamente cercando di riemergere da una stagione buia, la stagione Cammarata per intenderci, e sta facendo sforzi immani per recuperare il terreno perduto vista anche la sua candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019.

Da artista sono andata via da Palermo all’inizio del 2000. Gli anni ’90 sono stati un’occasione unica per tutti coloro che credevano che l’investimento in cultura fosse una risorsa. Spettacoli, concerti ed eventi culturali di grande qualità.  Da Sakamoto a Carmelo Bene a Giorgio Albertazzi c’era la possibilità di scegliere cosa vedere e “Palermo di Scena” era un evento prestigioso. I Direttori Artistici, da Pino Caruso a Enrico Stassi, cercavano di assicurare la  varietà delle proposte e davano spazio anche a tutte quelle realtà palermitane che si dimostravano all’altezza di una tale manifestazione.

Il recupero, poi,  di spazi come i Cantieri Culturali alla Zisa o il Castello a Mare o il Teatro Garibaldi (questo purtroppo non completato) sono stati per tutti noi artisti palermitani una bellissima occasione di crescita e di confronto con altre realtà culturali lontane e che venivano a Palermo che era allora considerata una piazza di prestigio.

La scuola Teates di Michele Perriera (che ho frequentato e a cui devo tantissimo )  formava talenti in una etica professionale e artistica che ancora oggi non mi è mai capitato di trovare in nessun altro corso di formazione teatrale

La signora Emma Dante dov’era? In giro per il mondo a crearsi un curriculum vitae non controllabile?

Che non abbia avuto appoggi politici poi è tutto da dimostrare. Visto che la sua produzione credo risulti la più finanziata da soldi pubblici di tutto il territorio nazionale. E poiché, purtroppo, sappiamo che i finanziamenti non vengono erogati da commissioni di qualità o di esperti, ma da politicanti più o meno ammanigliati tra di loro…   E’ quanto meno particolare poi che la signora non ci sia stata nel momento di massimo fermento culturale della città, ma si sia fatta notare solo a sindacatura Cammarata insediata, dando il là allo sfascio culturale di una città che tanto aveva sofferto per costruirsi un’immagine che non la legasse ai soliti stereotipi di malaffare e mafia.

Purtroppo Palermo non ha memoria e a volte premia i suoi detrattori con incarichi di prestigio. Permetterle di aprire la stagione del Teatro Massimo è un regalo fin troppo grande, perché di regalo si tratta. Se merito doveva essere, la signora non avrebbe neppure dovuto trovare posteggio per la sua auto nelle immediate vicinanze di un Teatro tanto importante e che è costato tanta fatica riaprire dopo oltre vent’anni di chiusura.

Ma purtroppo , e Berlusconi docet, il metro di giudizio non la è qualità ma la visibilità.

Noi che abbiamo amato e amiamo Palermo, noi che abbiamo lottato, ognuno secondo le proprie forze e le proprie possibilità, affinché la sua valenza culturale fosse riconosciuta e la sua immagine ripulita da clientelismi e pressapochismi, ci sentiamo offesi dalla presenza di questa signora che dichiara che “….. Palermo dovrà essere all’altezza di avermi”.  E se altri artisti palermitani restano in silenzio davanti a tanta tracotante arroganza e pochezza allora davvero, povera Palermo, non avrà nessuna possibilità di poter tornare ad essere quella perla culturale che è stata negli anni  ’90.

E al Professore  Leoluca Orlando, tornato Sindaco di Palermo, chiediamo di difendere la nostra città e i suoi e i nostri sforzi  per risollevarla culturalmente. Già una volta il miracolo è avvenuto. Ma i miracoli devono essere aiutati. E considerare Emma Dante un’artista palermitana di certo non aiuta l’immagine della città.

E per concludere…. lasciamo senza alcun commento la sua splendida frase : “Mi sento un’ebrea nella Germania nazista degli anni 40”….  perché qualsiasi commento sarebbe davvero inappropriato.

Sindaco Orlando non ci faccia vergognare di essere artisti palermitani. Non vogliamo essere confusi con questa signora!

Elisa Farina

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