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London calling


ImageLondra
e’ una città bellissima, in movimento. Non importa chi tu sia o cosa faccia lei è li’ e ti accoglie. Tante cose da vedere poche forse davvero di spessore dal punto di vista architettonico o storico rispetto a una città come Roma ma comunque moderna, una città del nostro tempo. Moderna che vuole esserlo a tutti i costi e te lo raccontano i cantieri aperti sparsi per tutti i quartieri, l’attenzione maniacale al wi-fi, alle nuove tecnologie, all’ecologia. A un modo diverso insomma di vedere le cose. L’utilizzo dello spazio urbano intelligente con una viabilità invidiabile pur se servita da strade davvero minuscole, la bici come modello di trasporto pubblico da seguire. E poi la cultura come valvola di sfogo e impiego, intrattenimento e impegno sociale costruita con fitte reti di centri culturali cittadini sostenuti da fondi pubblici ma anche privati che convivono fianco a fianco pur se con percorsi espressivi e scelte diversissime come THE POOR SCHOOL http://www.thepoorschool.com/ e THE INVISIBLE DOT http://www.theinvisibledot.com/ che distano l’uno dall’altro neanche 100 metri. E poi il Sandler’s Wells Theatre http://www.sadlerswells.com/ una struttura teatrale su 4 piani con una sala da 1500 posti che ho amato dal primo giorno. Eppure manca qualcosa; forse quella tragica sensazione di passato e di fissità che è degna ricchezza e croce della nostra capitale meno grande e meno popolosa ma eterna. La storia condanna Roma ad essere schiacciata, lenta, immobile non capace di stare “al passo con i tempi” anche dal punto di vista culturale, creativo, artistico. Forse sarebbe anche addirittura meglio smetterla con l’illusione di una metro estesa ed efficiente come il “tube” londinese; meglio passeggiare e gustarsi le migliaia di rarità monumentali sparse in tutta la città. Smetterla di immaginare una città davvero cosmopolita dove non c’è più il “ghetto”, dove le strade sono ordinate e pulite e tutti rispettano le regole. Smetterla di immaginare una città cantiere culturale e creativo. Smetterla.

Tornato da Londra quello che ti resta davvero dentro e’ la sensazione che noi, noi italiani qui a Roma in particolare, siamo sospesi; ne protesi verso il futuro, l’avanti ma neanche culturalmente avvinghiati ad un passato che ci piace, conosciamo e tuteliamo. Londra ha scelto. E noi?

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